Cosa mangiavano nel medioevo i ceti sociali?

    Cosa mangiavano nel medioevo i diversi ceti sociali. Nell’Europa medievale, il contenuto dietetico e l’etichetta erano estremamente distinti tra aristocratici e contadini. I piatti serviti sulle tavole dei signori, sia spirituali che laici, erano molto diversi da quelli che mangiavano le persone comuni che lavoravano nelle loro terre e da loro dipendenti, anche finanziariamente. Da un punto di vista ristretto, la cucina del “Secolo Buio” è considerata primitiva e insapore. A quei tempi, infatti, non esistevano le scuole tecniche culinarie. Tuttavia, nel medioevo sapevano come cucinare. 

    Cosa mangiavano nel medioevo gli abitanti dei vari ceti della città e del villaggio?

    la cucina nel medioevo
    Cosa mangiavano nel medioevo gli aristocratici e contadini?

    Cosa mangiavano nel medioevo gli aristocratici e contadini? Nel Medioevo in Europa, il cibo era quasi il principale indicatore della disuguaglianza sociale. Il cibo nel medioevo si può dividere in tre classi: quella che mangiavano i signori, quella che mangiavano i contadini e quella che mangiavano i monaci. La dieta dei cittadini e dei contadini ordinari differiva da quella moderna per un contenuto proteico insufficiente. Circa il 60% della dieta era occupata da carboidrati: pane, tortillas, cereali vari. Il valore nutritivo insufficiente del cibo veniva compensato dalla quantità, pertanto nel Medioevo l’aspettativa di vita e morte delle persone era limitata.

    Cosa mangiavano nel medioevo i ceti sociali: aristocratici e contadini?

    Il cibo dei signori era più abbondante sulla loro tavola, perché era necessario in base al loro status. L’abbondanza di cibo è sempre stata un segno di ricchezza e potere.

    1- Pane

    Cosa mangiavano nel medioevo in Europa
    I contadini mangiavano pane nero nel Medioevo

    Il pane era il prodotto principe della tavola. Per la sua produzione venivano utilizzati grano, frumento, segale, miglio, orzo. La farina, che all’epoca era considerata la più nutriente, veniva setacciata finemente e cotta in una fornace per allinearsi alla tavola aristocratica. Nel medioevo il pane bianco, fatto con farina di frumento di altissima macinazione, era destinato esclusivamente alle mense del padrone e del principe.

    I contadini mangiavano pane nero nel Medioevo, principalmente di segale con cui spesso sviluppavano il “fuoco di Sant’Antonio”, una malattia che “stranamente” colpì soprattutto i poveri e i contadini. Il pane duro veniva immerso nella zuppa di verdure o di fagioli o consumato con una bevanda.

    2- Porridge e zuppa densa

    Cosa mangiavano nel medioevo gli aristocratici e contadini?
    Porridge e zuppa densa

    Nella cucina medievale (sia principesca che contadina), il cibo veniva cotto in un calderone sospeso su meccanismi rotanti su un fuoco aperto (poi in un camino). Si può dire che il porridge fosse l’alimento principale per la popolazione rurale e per realizzarlo venivano usati diversi tipi di farina. Per insaporire si usavano burro, lardo, pancetta fritta, si aggiungevano funghi, sia freschi che secchi. Nel nostro paese esistono molte varietà di funghi selvatici, le cui qualità nutrizionali sono state molto apprezzate sia dalla gente comune che dalla nobiltà.

    Fino all’epoca dell’Impero Romano, il porridge era presente nella dieta di tutti gli strati della società e solo allora si trasformò in cibo per i poveri. Tuttavia era molto apprezzato da loro, lo mangiavano tre o anche quattro volte al giorno e in alcune case lo mangiavano esclusivamente da solo. Questo stato di cose continuò fino al 18° secolo, quando le patate sostituirono il porridge.

    3- Pasta

    Ci sono molte leggende sulla cucina e le ricette. Il più bello di questi è stato descritto da Marco Polo, che nel 1295 portò con sé dal suo viaggio in Asia una ricetta per fare gnocchi e “fili” di pasta.

    4- Carne e Pesce

    Oggi la carne è l’alimento base nelle società occidentali, ma dopo l’aumento del numero degli allevatori e la tassazione della carne nel territorio, sia gli aristocratici che i contadini lavoravano sui cereali trasformati per fornire nutrimento, che ora possono essere consumati come alimento base. La carne era dura e insapore, però era solo il 5% nella dieta epoca medievale. I contadini mangiavano carne molto poco costosa, ma cucinavano maiali da allevamento durante feste e cerimonie. 

    Era molto più facile allevare pecore, capre e maiali. Il bestiame veniva allevato fino all’inverno e in autunno veniva mandato al macello. Il tipo principale di preparazione della carne era la frittura. Spesso la carne fritta veniva cotta nel brodo. Per quanto riguarda il contenuto di grasso del cibo e i modi per ingrassarlo, gli aristocratici usavano l’olio di girasole, e poi il burro, per questi scopi, e i contadini si accontentavano del lardo. Tra i pesci di fiume erano particolarmente apprezzati la carpa, il salmone, la trota, il temolo, l’orata, la tinca.

    5- Latticini

    I latticini usati dai nostri antenati non erano molto diversi da quelli dei tempi moderni. Il latte (prevalentemente di vacca) e i latticini erano chiamati “carni bianche”, compensavano ampiamente una dieta povera di proteine ​​animali. Nonostante l’economicità del latte, panna, ricotta, burro e formaggio a pasta molle erano solitamente prelibatezze della nobiltà. Il formaggio dei poveri era così duro che doveva essere inzuppato o schiacciato con un martello.

    6- Verdure

    Cosa mangiavano nel medioevo gli aristocratici e contadini?
    Verdure nel Medioevo

    Il posto di primo piano nel menu dell’epoca era occupato dalle verdure: cavoli, carote (solitamente giallo-verdastre, poiché l’arancia a cui siamo abituati apparve solo nel XVII secolo), barbabietole, cipolle, aglio. Non c’erano pomodori in Europa e quando furono portati dall’America furono a lungo considerati una varietà velenosa di mele. Si credeva anche che le verdure crude provocassero la febbre, quindi di solito venivano bollite. Peperoni, pomodori, patate e mais, ovviamente, si sono diffusi solo nell’età moderna.

    7- Spezie tipiche

    Cosa mangiavano nel medioevo gli aristocratici e contadini?
    Spezie nel Medioevo

    Cosa mangiavano nel medioevo i ceti sociali? Le erbe e le spezie erano molto apprezzate per il loro potere curativo. Sale, dragoncello, maggiorana, prezzemolo, rosmarino, lenticchie, cespi e ogni sorta di spezie verdi coltivate localmente erano certamente usati per insaporire il cibo. Pepe e zafferano potevano essere offerti solo dai più ricchi, quest’ultimo, ad esempio, veniva letteralmente misurato a un prezzo d’oro.

    8- Frutta

    Con la frutta nel Medioevo le cose andavano male. Al nord, l’assortimento era limitato a mele, pere, prugne e fragole. Nel sud erano conosciuti limoni, arance amare, melograni e uva. Mentre fichi, datteri, prugne, erano disponibili solo per pochi.

    9- miele e zucchero

    Il cibo nel Medioevo era addolcito esclusivamente con il miele. Sebbene lo zucchero di canna fosse conosciuto nell’Italia meridionale già nell’VIII secolo, il resto d’Europa apprese il segreto della sua produzione solo durante le Crociate. Ma anche allora lo zucchero continuava a essere un lusso: all’inizio del XV secolo, sei chilogrammi di zucchero costavano quanto un cavallo.

    10- Dolci

    I dolci erano in genere a base di frutta. Nelle case ricche si potevano fare con miele, cannella, lessate, al vapore o fritte, anche guarnite o farcite con purea di castagne. I frutti venivano conservati mediante essiccamento e spesso venivano consumati fritti nella pasta, ad esempio durante il periodo del digiuno. 

    11- Bevande

    Tra tutte le bevande, la maggiore preferenza non è stata data all’acqua (la cui purezza era dubbia), ma all’alcol, più nutriente e “sano”. Bevande tipiche dell’epoca:

    • Birra (era più densa, più torbida e sicuramente amara della varietà media odierna),
    • vino (questo era spesso annacquato e poteva essere solo bianco),
    • birra al miele (conosciuta anche come birra al miele, vino al miele o marna, è stata molto popolare per secoli, ad esempio era considerata dagli antichi la bevanda degli dei),
    • latte di vari mammiferi (fresco, bollito o appena fermentato),
    • linfa di betulla appena sgocciolata in primavera, cioè acqua di betulla (molto gustosa, ancora oggi disponibile in bottiglia, acqua potabile leggermente dolce),
    • acqua di pozzo filtrata naturalmente attraverso il suolo.

    Gli alcolici non erano ancora stati prodotti in questo momento, ma nel Medioevo, potevano già sperimentare vari alcolici di vino.

    Quante volte mangiavano al giorno nel Medioevo?

    Alessandro Barbero – La cucina nel Medioevo

    Cosa mangiavano nel medioevo i ceti sociali e quante volte lo facevano al giorno? Nel Medioevo mangiavano di solito due volte al giorno e a orari diversi da adesso. I contadini facevano colazione entro e non oltre le 6 del mattino (non a caso la colazione in tedesco si chiamava “frushtyuk”, ovvero “pezzo presto”, simili nel significato sono il nome francese della colazione “degen” e il nome italiano “dijune” (presto)).

    Al mattino consumavano la maggior parte della dieta quotidiana per lavorare meglio. Zuppa maturata durante il giorno (“supe” in Francia, “sopper” (cibo da zuppa) in Inghilterra, “mittag” (mezzogiorno) in Germania) e la gente pranzava.

    Nel tempo la nobiltà impose la sua tradizione alimentare a tutta la società: la colazione si avvicinava a mezzogiorno, il pranzo a metà giornata, la cena spostata verso sera. La sera il lavoro era finito: non c’era bisogno di mangiare. Non appena si faceva buio, la gente comune del villaggio e della città andava a letto.

    Metodi di preparazione della carne nel Medioevo

    Cosa mangiavano nel medioevo i ceti sociali e come preparavano i pasti? Anche i metodi di preparazione della carne differivano: i nobili preferivano la carne fritta o al forno, mentre i contadini la mangiavano bollita: l’unico modo per ammorbidire qualcosa che non era più possibile masticare.

    Metodi di conservazione della carne nel Medioevo

    Cosa mangiavano nel medioevo i ceti sociali e come conservavano il cibo? La conservazione per l’inverno avveniva mediante salatura, essiccazione e affumicatura. La selvaggina ha svolto un ruolo importante nell’approvvigionamento di carne. Cinghiali, conigli, pernici, anatre selvatiche sono stati trovati ovunque nel nostro paese e lo erano molto di più di oggi.


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    Cristina Giordano
    Cristina Giordano
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