Ercolano visita 15 antiche rovine romane

Scavi di Ercolano: visita 15 antiche rovine romane

Ercolano rovine romane 79 dC

Il parco archeologico di Ercolano è la tappa ideale per chi ha poco tempo ma desidera provare l’emozione di camminare sulle orme degli antichi romani!

Ercolano rovine romane si trova in Campania, nella zona della Costiera Amalfitana, ed è facilmente raggiungibile dalle città di Napoli e Sorrento. L’Antica Città di Ercolano distava da Pompei 15 km e purtroppo subì la stessa sorte di Pompei in 79 d.C. Un tour di 3 ore agli Scavi di Ercolano, l’antica città romana di Herculaneum, per visitare 15 antiche rovine romane, le principali attrazioni turistiche del sito. Un sito archeologico in Campania, che dal 1997 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, meglio conservato come nessun altro al mondo, che offre una visione unica della vita quotidiana dell’antica popolazione di Ercolano.

L’antico sito di Ercolano Sebbene sia una città funzionale con ristoranti e servizi, rimane principalmente un importante sito archeologico e prende il nome dall’antica città romana che costituisce la sua principale attrazione. La città giace a poca distanza dal Vesuvio. Il suo popolo non era consapevole della pericolosità del vulcano da quando non eruttava da secoli.

La città originale di Ercolano cadde a causa dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. che distrusse anche altre città come la vicina Pompei, Stabiae, Oplontis e Monte Bursaccio. Oggi, i visitatori possono vedere i reperti ben conservati degli scavi che offrono uno sguardo sulla vita dei cittadini dell’antica Ercolano prima della loro sfortunata scomparsa. Ercolano è elencata come patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Nel 62 d.C un potente terremoto di 7,2 magnitudine distrusse molte case di Pompei ed Ercolano. Parte di queste città erano nel processo di ricostruzione quando il disastro colpì di nuovo. Nonostante la massiccia eruzione vulcanica che distrusse la città di Pompei, durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., la struttura originale di Ercolano rimase in gran parte intatta.

Breve storia di Ercolano

Ercolano visita 15 antiche rovine romane
Ercolano visita 15 antiche rovine romane

Ercolano prende il nome dal mitico dio greco Ercole, che, secondo la leggenda raccontata da Dionigi di Alicarnasso, fondò la città nel 1243 a.C mentre analisi storiche, tuttavia, indicano che la città fu fondata dagli Oscani o dagli Etruschi nel VII secolo a.C., e conquistata dai sanniti nel V secolo a.C. Nel 90 a.C. la città fu dominata da Roma e trasformata in municipio dove raggiunse l’apice del suo splendore grazie alla sua posizione costiera, all’aria pulita e al clima mite, rendendola una popolare località turistica per molte famiglie patrizie di Roma.

La città, che sorse sulle rive del Golfo di Napoli nel mare di Tirana, divenne un famosissimo centro di villeggiatura e città di villeggiatura estiva durante il periodo romano. I cittadini più ricchi e rispettati di Roma trascorrevano qui le loro vacanze, comprando case e godendosi l’apice dei loro piaceri.

Terremoto e sepolta dal 62 al 79 d.C

Prima fu semi distrutta da un terremoto nel 62 d.C., poi sigillata dalla tragica eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. con cenere e roccia che in alcuni punti la sommerse per 26 metri preservando resti organici quasi perfettamente intatti come tessuto, cibo, vegetazione e strutture in legno. Il 4 Agosto del 79 d.C alle ore 13 del pomeriggio il Vulcano iniziò a eruttare.

Ercolano visita 15 antiche rovine romane
Ercolano visita 15 antiche rovine romane

Per 11 ore scagliò nel cielo cenere e lapilli ma all’inizio fu Pompei ad avere più danni con lo sfondamento dei tetti a causa del peso. Dopo 17 ore Pompei era sepolta da lapilli e cenere mentre Ercolano venne risparmiata. Ma il Vulcano iniziò a eruttare di meno ma tutto il suo contenuto fece collassare parte della montagna che iniziò a scendere verso valle.

Scoperta degli Scavi di Ercolano

Nei primi anni del 18 secolo, il potere stava cambiando di mano nel regno di Napoli dalla Spagna all’Austria. La scoperta delle rovine di Ercolano fu fortuito, avvenne durante uno scavo di un pozzo nel 1707 per ordine di Emmanuel Maurice, Principe di Lorena. Furono scoperti numerosi frammenti di marmo e statue che un tempo decoravano l’antico teatro di Ercolano. L’antica città di Ercolano è rimasta sotto terra per 15-20 metri in alcune parti. Questa situazione, da un lato, ha reso difficoltosi gli scavi, dall’altro ha determinato una migliore conservazione degli oggetti dell’epoca sotterranei e giunti fino ai giorni nostri

Per questo motivo materiali come edifici, strade, statue, oggetti per la casa, campioni alimentari, capi di abbigliamento e campioni lignei a Ercolano sono giunti fino ai giorni nostri con una conservazione pressoché perfetta. La città di Ercolano era l’insediamento dei ricchi. Lo puoi sentire nelle case e nelle ville mentre visiti la città. Poiché la città è meglio protetta dalla cenere e dal suolo, lo splendore degli edifici a due tre piani e la vividezza dei dipinti alle pareti attireranno la tua attenzione. 

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Nel 1738, i lavori ripresero sotto Carlo III di Borbone guidato dall’ingegnere militare spagnolo De Alcubierre. Sfortunatamente durante questi scavi, ci fu poco riguardo per gli edifici e il loro significato storico. Furono scavati molti tunnel che collegarono gli edifici e fu così che Ercolano perdette la sua unicità. Questi edifici erano una volta vicini alla baia di Napoli. L’esatta grandezza della città fino a ora è sconosciuta perché giace sotto la nuova città, gli scavi sono stimati essere solo un quarto dell’intera città vecchia.

Accademia Ercolanense

Nel 1755, dopo che furono fatte alcune importanti scoperte, fu istituita l’Accademia Ercolanense, che fu attiva fino al 1792. Gli scavi furono sospesi più volte nel corso degli anni fino al 1927, quando il sito iniziò a essere esplorato in modo più sistematico. Importanti manufatti furono scoperti negli anni ’80, insieme a siti come il Tempio di Venere, i bagni e l’antico porto greco dove gli abitanti cercarono rifugio nel 79 d.C. Il sito è stato sede d’intensi scavi dal 2000, in particolare intorno alla Villa del Papiro e alla biblioteca.

Visita Ercolano in 3 ore con la mappa

Ercolano visita 13 antiche rovine

Visitare Ercolano è come essere trasportato indietro nel tempo a quando fiorì l’Impero romano. Lo spesso strato di detriti salvò case di domus a due piani con l’architettura interna e l’arredamento intatti, tra cui elementi in legno e marmo, decorazioni, gioielli e persino resti organici come il cibo. A differenza di Pompei, le strade di Ercolano non mostrano profonde tracce di carri, nè pietre per attraversarle perchè aveva condutture sottostante dove scorreva l’acqua.

Ercolano visita 15 antiche rovine romane
Cardo III

Cosa visitare a Ercolano

L’antica città di Ercolano, formata da cinque strade, tre cardi e due decumani, è divisa in 7 insulae visitabili. Ecco un itinerario semplice in 2-3 ore, entrando dall’ingresso di Corso Resina 187. Basta seguire la numerazione sulla mappa ufficiale per visitare la maggior parte degli edifici pubblici (segnalati in giallo) più importanti del sito e 26 case (1 a 26).

Puoi utilizzare questo link per la mappa di Ercolano sopra:  https://ercolano.beniculturali.it/wp-content/uploads/2018/07/mappa_scavi_ercolano_2017.pdf

  • Fornici (1)
  • Terrazza di M. Nonio Balbo (2)
  • Area Sacra
  • Casa del Rilievo di Telefo (7)
  • Grande Taberna (10)
  • Sede degli Augustali (24)
  • Terme Maschili (26)
  • Terme Femminili (27)
  • Palestra
  • Casa del Bel Cortile (28)
  • Casa di Nettuno e Anfitrite (29)
  • Casa Sannitica (31)
  • Casa del Tramezzo di Legno (36)
  • Thermopolium (38)
  • Casa D’Argo (40)
  • Casa dello Scheletro (42)

1- Fornici (1)

Ercolano visita 13 antiche rovine
I fornici, Area Sacra, Terrazza con statua a Ercolano

I fornici erano magazzini portuali con soffitti a volta, usati anche per riparare le barche, situati lungo la spiaggia che era di circa 500 metri più vicina alla città in epoca romana. Nel 1980, furono rinvenuti 300 scheletri umani appartenenti a residenti che tentavano di fuggire dall’eruzione nel 79 d.C. e uccisi dalle nuvole brucianti di fumo tossico e ceneri create dal vulcano. Insieme ai loro resti e oggetti personali come gioielli e monete, furono trovate una nave romana lunga nove metri con scheletri del vogatore e un soldato con la cintura, due spade, scalpello e borsa con monete.

2- Terrazza di M. Nonio Balbo (2)

Ercolano visita 13 antiche rovine
Statua M. Nonio Balbo (2)

Risalendo la rampa addossata alle mura di cinta si accede alla terrazza di M. Nonio Balbo (2), di forma rettangolare antistante le terme suburbane. Quì si trova l’urna funeraria del pretore romano M. Nonio Balbo, futuro “Augusto” (27 a.C – 14 a.C). Amatissimo filantropo che sostenne la costruzione di molti edifici pubblici, dopo la sua morte fu cremato in questa zona e le sue ceneri furono conservate qui. Numerosi onori sono ricordati nella iscrizione sull’urna.

3- Area Sacra

Uscendo dalle mura per Porta Marina, a sud di Ercolano si trova l’Area Sacra con sacelli e altri ambienti. Al centro spicca la statua di Nonio Balbo

4 – 5= Terme centrali maschili e femminili (26-27)

palestra
Terme

Le Terme furono divisi in aree per uomini (Terme Maschili) e per donne (Terme Femminili). Le Terme Centrali risalgono alla seconda metà del I secolo a.C. e furono completamente scavate e portate alla luce nel 1931. L’ingresso della sezione maschile è su via Cardo III, l’ingresso della sezione femminile è subito dietro su via Cardo IV. Attraversa l’apodyterium (spogliatoi) con le nicchie delle pareti per conservare i vestiti e arriva nelle tre zone di balneazione: il frigidarium (cella frigorifera), il caldarium absidato (camera calda) e il tepidarium, con il suo bellissimo mosaico bianco e nero raffigurante Tritone circondato da delfini, polpi, calamari e un cupido.

palestra spogliatoio terme
apodyterium

Le terme femminili erano più piccole con un’ampia sala che fungeva sia da vestibolo che sala d’attesa.Un bellissimo mosaico realizzato nei colori bianco e nero richiama l’attenzione sul pavimento della sezione femminile. Come in tutte le terme romane, c’è una sezione di riscaldamento e un pozzo d’acqua (deposito) al centro delle sezioni maschile e femminile. Proprio accanto ai bagni maschili e femminili, c’è un’area aperta circondata da colonne in mattoni e portici, dove si svolgono varie attività.

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6 – Palestra di Ercolano

ercolano serpente 1
statua dell’Idra di Lerna

La Palestra di Ercolano costruita durante il periodo augusteo, tra il 27 e il 14; subì lavori di restauro a seguito del terremoto di Pompei del 62 e sepolta sotto una coltre di fango durante l’eruzione del Vesuvio del 79. Al centro della palestra si trova la piscina a forma di croce, con una profondità di un metro e una lunghezza di cinque dove è posta la riproduzione dell’originale statua dell’Idra di Lerna, a cinque teste che sprizzavano acqua, avvolta intorno a un albero.

7- Sede degli Augustali (24)

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Sede degli Augustali

Questa magnifica struttura quadrata era sede del Collegio degli Augustales, uomini liberi che erano devoti del culto dell’Imperatore Augusto. Un piccolo edificio religioso dedicato ai difensori delle divinità. L’edificio a due piani ha 2 ingressi. L’ingresso principale è via Dekumano, l’altra via Cardo III. Durante l’eruzione del Vesuvio, uno degli operai fu trovato morto nel suo letto e il suo scheletro è ancora qui. L’edificio si presenta con colonne, archi, pavimenti in cocciopesto e due splendidi affreschi. Sulla parete sinistra, vi è una rappresentazione di Ercole che entra nel Monte Olimpo accompagnato da Giove, Giunone e Minerva; l’affresco sulla parete destra raffigura Ercole che lotta contro Achelous.

8. La casa del bel cortile (28)

Questo cortile è insolito perché ricorda più da vicino un cortile italiano medievale rispetto a quelli tipici dell’antica Roma. Questa caratteristica è stata sorprendente e sconcertante per molti in tutti questi anni, e sono in corso ulteriori studi sulle origini e sulla storia di questa particolare struttura. Inoltre in questa zona sono esposti, sotto una custodia protettiva, due scheletri.

9- Casa Sannitica (31)

La Casa Sannita del II secolo è uno degli edifici più antichi mai scoperti a Ercolano, la casa è antica, dandole il nome della tribù sannitica che dominava la zona prima dell’impero romano. All’atrio si accede con un breve passaggio dalla porta d’ingresso, da vedere le decorazioni a rilievo sulla parete dell’ingresso, anche se sbiadite nei colori. L’atrio è impressionante rispetto alle altre case della città: il soffitto alto, l’ampia area e la piscina al centro rendono questa casa ricca. Tutte le stanze danno sull’atrio.

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Casa Sannitica (31)
casa sannitica
Casa Sannitica

Una delle case più antiche della città, la Casa dei Sanniti fu costruita nel II secolo a.C. ed è famosa per il suo bellissimo atrio in stile greco dipinto nel Quarto Stile (caratteristico per la sua rappresentazione di fantastico architettura e scenari drammatici). Al piano superiore della casa ci sono colonne ioniche su tutti e quattro i lati e recinti di gesso tra di loro. Uno spazio separato è stato creato coprendo tra le colonne su tre lati e un ingresso con scale dall’esterno, magari venduto o affittato ad altri. Pavimenti in cocciopesto, marmo impluvium (piscina di acqua piovana) e una finta loggia al piano superiore con tre lati rivestiti da colonne ioniche e il quarto lato (est) aperto.

10- Casa del Tramezzo di Legno (36)

la casa del tramezzo 1
Casa del Tramezzo di Legno

La Casa del Tramezzo di Legno, di era sannitica, ha la facciata in ottime condizioni. Il nome di questa casa deriva dalla partizione in legno (tramezzo di legno) che sopravvisse all’eruzione e si trova ancora nella sua posizione originale. Questa porta a soffietto separava l’atrio dal resto della stanza, conferendo privacy agli abitanti, e ha una serie di pannelli pieghevoli con maniglie in ottone e supporti per lanterne sospese. I tre piani della casa sono ben preservati

11- Casa del Rilievo di Telefo (7)

Seconda come estensione, la casa del Rilievo di Telefo fu costruita tra il 27 a.C. e il 14 d.C. sulla cresta panoramica che domina la marina, questa casa a tre piani è stata decorata con un numero di sculture della scuola neo-attica, tra cui una con un rilievo di Telephus (Rilievo di Telefo), figlio di Ercole. L’atrio è fiancheggiato da colonne che sostengono il piano superiore e gli spazi tra loro erano decorati con oscilla, o dischi di marmo con rilievi di Dioniso usati per difendersi dagli spiriti maligni.

12. La casa di Nettuno e Anfitrite (29)

La casa di Nettuno e Anfitrite appartiene a una famiglia benestante, ma piccola (circa 200 mq) rispetto agli standard delle classi abbienti di Pompei ed Ercolano. Ma l’alto valore artistico e la decorazione all’interno della casa l’hanno sempre resa diversa. L’ingresso della casa si apre sull’atrio dopo uno stretto passaggio, al cui centro si trova una piccola piscina. Sulle pareti sono visibili alcuni intonaci e pitture rosse. Questo luogo è assolutamente da non perdere per i suoi mosaici vividi e belli, di cui una nota particolare è quella con il dio Nettuno e sua moglie, Anfitrite.

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La casa deve il suo nome al mosaico murale raffigurante Nettuno e Anfitrite che adorna la parete orientale del cortile di fondo. Accanto a questo mosaico, la fontana monumentale (ninfeo) decorata con mosaici e conchiglie sul lato nord e con maschere marmoree su di essa è la parte più importante della casa. Una delle stanze sul lato della strada era l’enoteca. Il secondo piano della casa è visibile dalla strada e un tavolo in marmo spicca da una stanza aperta a causa del crollo del muro esterno.

13. La Villa dei Papiri

Questa grande villa romana antica sembra essere stata l’apice del lusso ai suoi tempi in quanto si è scoperto che si estende verso il mare in quattro terrazze, con una lunghezza del lungomare di circa 250 metri. La cosa più interessante della Villa dei Papiri, tuttavia, sarebbe la sua libreria di pergamene. A causa dell’estremo calore dell’eruzione vulcanica e dei suoi effetti, i rotoli sono molto carbonizzati, il che significa che sono molto fragili e delicati, rendendo impossibile aprirli senza distruggere l’intero documento. Archeologi e studiosi si stanno aggrappando a questi rotoli mentre attendono i progressi della tecnologia che consentiranno loro di leggere finalmente il contenuto dei rotoli.

14. Casa d’ARGO (40)

La “Casa d’ARGO”, rinvenuta durante gli Scavi Borbonici, era una delle case più belle del suo tempo. L’ingresso della casa era su via Cardo II, attualmente non scavata. Durante gli scavi furono aperte 2 porte su Cardo III strada e dal fondo dell’ingresso della casa vicina. Il nome della casa deriva da un affresco inesistente. Casa d’ARGO dispone di un ampio giardino circondato da colonne. Durante i primi scavi, la casa aveva un piano superiore, ma fu distrutta dopo che gli scavi furono completati nel 1875. Le piccole stanze trovate qui erano cantine. Hanno trovato campioni di mandorle, olive, frutta e legumi in vasi di terracotta.

Le botteghe a Ercolano

1- Pistrinium

negozio
Pistrinium

Nell’insula orientalis II ci sono botteghe e case d’affitto a più piani. C’erano solo due panifici tra cui il Pistrinium, un forno appartenuto a un privato, dove avveniva la macinazione del grano.

2 – Taverna Valsaria

La Taverna Valsaria è una bottega per la vendita del vino, come testimoniano diverse anfore da vino con un’iscrizione in colore nero e caratteri scritto in greco.

3 – Grande Taverna

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Grande Taverna

La Grande Taverna è un’osteria vera e propria con ampia apertura sulla strada e grande bancone in pietra con contenitori murati e rivestito di marmi multicolori. Accanto al banco vi era un fornello con pentola di acqua calda per cucinare.

Luoghi di ricreazione e culto

4- Teatro di Herculaneum

Il teatro, un luogo per varie opere teatrali e poesie, si trova a circa 370 metri dall’ingresso degli scavi sul corso Ercolano, aveva una capacità di 2.000 – 3.000 spettatori e 10 file di gradini. Questo non è un teatro di origine romano, ma è stato ereditato dalla Grecia e costruito nel II secolo a.C. La differenza tra questo teatro e quelli romani sono i posti di prima classe molto vicini al palco. 

5- Basilica

La basilica non era una cattedrale, bensì una sala pubblica in cui i cittadini si riunivano per tenere riunioni. La basilica romana era di dimensioni enormi con lunghezza più lunga di un campo da basket, decorata con moderne statue in bronzo. La Basilica si trova non lontano dal teatro. Quì puoi vedere un bassorilievo che narra il riconoscimento di Ercole del figlio Telefo, nato dall’unione con una sacerdotessa di Atena.

Altri punti interessanti all’interno delle rovine:

Museo Archeologico Virtuale (MAV)

Il MAV è un museo interattivo che presenta e ricrea la vita quotidiana delle persone a Pompei ed Ercolano prima dell’eruzione del Vesuvio, il tutto con l’aiuto della tecnologia moderna e della realtà virtuale.

Dove entrare

Corso Resina- 80056 Ercolano (NA)

Orari

  • dal 1 aprile – 31 ottobre: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
  • 1 novembre – 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)

Biglietti

  • Ercolano singolo (validità 1 giorno)
  • Intero € 11,00
  • Ridotto € 5,50
  • 5 siti (Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale) – validità 3 giorni consecutivi
  • Intero: € 22,00
  • Ridotto: € 12,00
  • Biglietto gratuito: under 18

Come arrivare: treno

L’ingresso degli scavi in Corso Resina dista 600 metri dalla stazione Ercolano-Scavi servita da EAV/Circumvesuviana, con collegamenti per Napoli Piazza Garibaldi (18 minuti, circa 3 treni all’ora), Sorrento (50 minuti, circa 2 treni all’ora).

Come arrivare: auto

Per chi arriva in auto si consiglia l’uscita di Ercolano Scavi sulla A3 Napoli – Salerno. Nei pressi degli scavi è disponibile un parcheggio pubblico a pagamento per auto e pullman.

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