L'espansione di Roma durante la monarchia

L'espansione di Roma durante la monarchia

L’espansione di Roma durante la monarchia e crisi repubblica

Tra il V e il III secolo a.C. Roma conquistò quasi tutta la penisola: dalla pianura padana allo stretto di Messina.

L’espansione di Roma durante la monarchia: Roma alla conquista dell’Italia. Dapprima combatté contro i popoli dell’Italia centrale (Volsci, Equi, Sabini, Etruschi). Poi contro i Galli, popoli che venivano dal Nord e avevano occupato buona parte della pianura padana, contro i Sanniti, popolo combattivo e forte che fu sottomesso dopo cinquant’anni di guerra, e infine contro Taranto, che si arrese insieme con le altre città della Magna Grecia.

L’espansione di Roma durante la monarchia

L'espansione di Roma durante la monarchia
Vista di un porto campano

Quando una città veniva sconfitta, poteva essere distrutta e la popolazione veniva trasferita in altre città o a Roma. In alcuni casi, invece, veniva stipulato un patto in base al quale la città vinta diventava alleata di Roma. In tutte le città sottomesse i Romani portavano la loro lingua e i loro usi.

La conquista del Mediterraneo

Compiuta l’unificazione dell’Italia, Roma volse le sue mire al Mediterraneo: da città a economia prevalentemente agricola, mirava infatti a diventare una potenza commerciale marinara. Ma dovette fare i conti con Cartagine, una colonia fondata dai Fenici, che con il passare dei secoli era diventata la maggior potenza commerciale del Mediterraneo.

Guerre puniche

LE GUERRE PUNICHE 

Per ottenere il controllo delle coste, Roma scatenò contro la pericolosa rivale tre guerre, dette guerre puniche dal nome con cui i Romani chiamavano i Cartaginesi: Puni.

  1. La prima iniziò nel 264 a.C. e alla fine Roma entrò in possesso della Sicilia, della Sardegna e della Corsica.
  2. La seconda guerra si svolse soprattutto in Italia e i Cartaginesi, guidati da Annibale, un comandante eccezionale, sconfissero diverse volte i Romani, che però vinsero la battaglia decisiva. Al termine Roma impose a Cartagine la distruzione della flotta e la cessione della Spagna.
  3. La terza guerra si combatté in Africa e terminò nel 146 a.C. con la distruzione di Cartagine.

Con altre guerre di conquista, alla fine del II secolo a.C., Roma aveva esteso il suo dominio su tutto il Mediterraneo. Roma divenne cosi il più grande e potente Stato del Mediterraneo; infatti i suoi domini si estendevano dalla penisola iberica all’Anatolia e dall’Italia settentrionale alle coste africane.

Annibale passa le Alpi

L'espansione di Roma durante la monarchia
La battaglia di Zama

Dopo nove giorni i Cartaginesi arrivarono al giogo delle Alpi attraverso luoghi impraticabili e dopo aver spesso sbagliato strada, poiché le guide li traevano in errore.
Quando ormai non ne potevano più dalla stanchezza per tante fatiche, la caduta della neve riempi i loro animi di spavento. Dappertutto si formò un mantello bianco e la colonna marciava a fatica. Tutti avevano sul volto i segni dello sfinimento e della disperazione. Allora Annibale li fece fermare sulla vetta di un promontorio, dalla quale la vista spaziava per largo tratto e, indicando loro in lontananza l’Italia, li incitò.

«Voi state scalando non solo le mura dell’Italia, ma anche quelle della città di Roma: d’ora in poi il viaggio sarà molto più facile e con una battaglia o al massimo con due avrete in vostro potere la capitale della penisola.»

Tito Livio

La crisi della Repubblica

Le nuove conquiste acuirono il divario tra le classi sociali. Le terre conquistate o sottratte ai vinti venivano divise tra i grandi proprietari terrieri: aumentava cosi la ricchezza di pochi e cresceva la miseria di molti. Per rimediare a questa situazione, il tribuno della plebe Tiberio Gracco propose che i nobili restituissero parte del terreno pubblico di cui
Si erano impadroniti per distribuirlo ai contadini poveri.

I patrizi si ribellarono e fomentarono sommosse durante le quali Tiberio Gracco fu ucciso. La stessa sorte toccò al fratello Caio Gracco, che aveva continuato la lotta in difesa dei diritti della plebe. Presto i contrasti fra patrizi e plebei sfociarono in una guerra civile. A questa si aggiunse poi la rivolta degli schiavi, guidati da Spartaco. Occorsero due anni per domare la ribellione e molti schiavi furono uccisi.

Un capo unico: Giulio Cesare

L’ordine fu ristabilito da Giulio Cesare, un grande generale che aveva conquistato la Gallia. Egli emanò nuove leggi per lo sviluppo dell’ agricoltura e del commercio, fece ricostruire opere pubbliche per dar lavoro ai disoccupati, ma commise l’errore di accentare nelle sue mani tutte le cariche politiche e militari. Si fece nominare dittatore a vita, cioè capo unico con i poteri di un re. Questa politica incontrò l’opposizione di alcuni cittadini legati alle tradizioni repubblicane e che non volevano essere governati da un solo uomo.
Essi organizzarono una congiura nella quale Cesare fu ucciso (44 a.C.).

4 thoughts on “L’espansione di Roma durante la monarchia e crisi repubblica

  1. Questo articolo Mi ha riportato indietro nel tempo quando A scuola abbiamo studiato questo argomento devo ammettere che la storia Mi è sempre piaciuta anche se ho comunque odiato le date e tutt’ora ancora non riesco a ricordare

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