4 modi per sviluppare un pensiero divergente

I divergenti non hanno bisogno di chiedere il tuo permesso

I divergenti non hanno bisogno di chiedere il tuo permesso

Stanno prendendo sempre più piede e grazie alle loro intuizioni riescono a trovare soluzioni che rivoluzionano il mondo o il comune modo di vivere.

I divergenti non hanno bisogno di chiedere il tuo permesso. Chi sono i divergenti, coloro a cui non importa del ruolo sociale e professionale perché acquisiscono le loro competenze e risolvono problemi, superano gli ostacoli, non hanno paura di affrontare cose nuove, non subiscono il sistema ma lo sfruttano. Insomma, i divergenti sono quelli che non si lamentano di come stia andando il mondo ma si impegnano a cambiarlo perché sono consapevoli che il loro futuro potrà dipendere solo dal loro operato. Ed ecco perché non possono vivere secondo le regole comuni, ma devono uscire dagli schemi e vivere secondo le loro regole, riscrivendo quasi un “manifesto” del proprio essere.

Il pensiero divergente: come stimolare il tuo cervello

Per comprendere il pensiero divergente ci si affida allo psicologo Paul Guilford che nel 1956 nel suo libro “Struttura dell’intelletto” estese il concetto d’intelligenza anche al pensiero divergente, definendolo come il modo di stimolare il cervello verso nuove prospettive, di oltrepassare gli schemi di ragionamento ordinari per far arrivare la mente in direzioni inesplorate.

Quando entra in gioco il pensiero divergente?

Ogni volta che ci si trova di fronte a un problema o un imprevisto e si sfruttano le proprie capacità cognitive per trovare la soluzione, superando la propria rigidità mentale in favore di una flessibilità di pensiero. Clicca qui per ulteriori informazioni al riguardo sui divergenti.

4 modi per sviluppare un pensiero divergente

I divergenti non hanno bisogno di chiedere il tuo permesso
4 modi per sviluppare un pensiero divergente

I divergenti non hanno bisogno di chiedere il tuo permesso

Ci sono diversi metodi che possono consentire a chiunque di sviluppare un pensiero divergente, come:

  • Porsi, durante l’arco della giornata, delle domande insolite, a partire da “Cosa succederebbe se mettessi in discussione in mio tradizionale modo di pensare?”, “Cosa comporterebbe se riuscissi a vendere questo prodotto anche sul mercato estero”. Questo permette di uscire dalla sfera del proprio status quo e andare oltre, sprigionando un senso di creatività;
  • Stimolare la creatività facendo qualcosa di nuovo tra le azioni quotidiane, quando si è a lavoro, in casa. Perché? Come viene specificato nel testo “Evolvi il tuo cervello” di Joe Dispenza “ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo o facciamo una nuova esperienza, il cervello crea nuove connessioni sinaptiche per formare nuovi schemi o reti neurali; e questo avviene a qualsiasi età.”
  • Assumere prospettive molteplici: aprire la mente, cioè, a diverse prospettive e non focalizzarsi soltanto su una visione dei fatti. Un modo pratico per “esercitarsi” è provare a scattare delle fotografie da angolazioni differenti, così che per ogni scatto l’occhio registri una differente prospettiva;
  • Creare delle connessioni creative. Come? Il miglior modo per svilupparle è confrontarsi con gli altri, frequentando corsi, seminari o semplicemente discutendo con altre persone che svolgono un ruolo differente dal proprio.
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In conclusione, essere divergenti significa trovare il modo di costruirsi il proprio futuro arrivando laddove gli altri si sono fermati per timore dell’ignoto. Superando l’ostacolo, tracciando un nuovo percorso della propria vita si può uscire fuori dagli schemi e vivere senza dover chiedere il permesso a nessuno!

4 thoughts on “I divergenti non hanno bisogno di chiedere il tuo permesso

  1. Un articolo molto interessante , e ti ringrazio per avermi fato conoscere il libro “Evolvi il tuo cervello” di Joe Dispenza . Lo leggeroò con molto interesse . Un saluto, Daniela.

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