LINGUA INGLESE, VIAGGI SENZA PARLARLA? 6 CONSIGLI

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Lingua inglese, viaggi senza parlarla? 6 consigli

E’ possibile viaggiare senza sapere l’inglese? In Europa è facile comunicare conoscendo solo le basi dell’inglese scolastico. Ecco cosa fare se non parli e leggi la lingua inglese all’estero.

Lingua inglese, viaggi senza parlarla? L’inglese è una seconda lingua comune in molti paesi, in particolare quelli frequentati da molti turisti o uomini d’affari internazionali. Spesso la scusa di non conoscere la lingua locale blocca i turisti a girare il mondo. L’alternativa era affidarsi a tour organizzati dalle agenzie o aggregarsi ad amici che conoscevano l’inglese. Non è obbligatorio dipendere da un’agenzia per vedere il mondo e senza sapere la lingua del posto.

Ci sono alcune situazioni in cui chi non conosceva l’inglese ha trovato una soluzione che possono rendere più facile il tuo viaggio. Istallare App gratuite sullo smartphone, frasario, disegnare, biglietti da visita, comunicare con i gesti, ecc

Lingua inglese, viaggi senza parlarla? 6 consigli 1 6 consigli per comunicare con i locali

Nel mio inglese scolastico, me la sono sempre cavata a leggere e capire sottotitoli di film in lingua inglese, ma è stato traumatico relazionarsi all’estero, in special modo in Francia. In un hotel a Marsiglia dove il personale parlava e capiva solo inglese, ho dovuto fare salti mortali per farmi capire con il poco d’inglese che ricordavo. Alla fine ho risolto con App istallate in precedenza sul cellulare.

Ecco 6 consigli che possono aiutarti a comunicare con personale d’albergo, ristoratori, commercianti etc.

1 /6 Programma il tuo viaggio all’estero in doppia lingua

Programma il viaggio all’estero in doppia lingua così da non dover tradurre ogni volta che ti serve un’informazione. Prima di partire per escursioni in giro per la città, chiedi alla reception o al concierge di scrivere il nome del tuo hotel nella lingua locale o prendi un biglietto da visita. In questo modo se ti perdi, chiunque può indicarti la giusta direzione se a piedi, e indicare a un taxi l’esatto indirizzo.

2 /6 Istalla App sullo smartphone

Se utilizzerai lo smartphone all’estero, scarica un’app per la mappa come Google Maps, e una di traduzione come Google Translate, che copre decine di lingue. Puoi fare in modo che un locale parli al telefono o punti la fotocamera verso un testo scritto e l’app lo tradurrà in inglese per te. L’app funzionerà offline se non sono disponibili 4G o Wi-Fi. È gratuito per iPhone e Android. Tutti e due sono gratuiti e solo Google Translate utilizza Internet, l’altro può salvare informazioni direttamente sul telefono.

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3 /6 Compra una guida con frasi di uso comune.

Considera che lo smartphone potrebbe non funzionare in quel momento per problemi di linea o che non si sia attivato ancora internet, o peggio ancora, la batteria si scarica, avrai bisogno di un piano di backup. Se sei diretto in un luogo dove la lingua inglese è poco parlata, meglio munirsi di una guida con un elenco di frasi nella lingua locale. Anche se non riesci a pronunciare le parole, puoi mostrare la frase che stai cercando di trasmettere.

4 /6 Vai in un hotel.

Ovunque tu sia, cerca l’alloggio più vicino, preferibilmente un hotel di lusso o d’affari (che sarà più abituato agli ospiti internazionali). Gli hotel hanno quasi sempre una persona che parla inglese o troverà qualcuno che può farlo per te.

5 /6 Trova un ufficio turistico.

Come per gli hotel, gli uffici turistici sono abituati a interagire con visitatori internazionali e probabilmente avranno personale multilingue nel personale.

6 /6 Disegna un’immagine o con gesti con le mani

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Comunicare con i gesti

Per farsi capire dai locali, potrebbero funzionare anche i gesti delle mani, gli schizzi o anche solo il puntare il dito a una mappa. Stai attento, però; i gesti delle mani apparentemente innocenti nella nostra cultura potrebbero rivelarsi offensivi in ​​altre parti del mondo.

Set di gesti

Ogni cultura ha il suo set di gesti, inclusi movimenti delle mani, cenni di testa / scosse, espressioni facciali, ecc. Alcune culture hanno gesti che sembrano simili ma significano cose MOLTO diverse. Ad esempio, il popolare segnale manuale “O.K.” utilizzato da molti americani di solito significa “andare a farsi fottere” in Brasile. Il segnale del pollice in alto significa “buon lavoro” o “sì / O.K” nella maggior parte dei paesi, ma in Iran può significare “il tuo”.

17 thoughts on “Lingua inglese, viaggi senza parlarla? 6 consigli

  1. credo che oggi grazie allo smartphone e alle App è davvero molto più facile viaggiare e comunicare con tutti anche se ritengo che almeno l’inglese base sia bene parlarlo anche senza ausili

  2. ottime dritte per i globetrotter che masticano appena l’inglese. Il minimo indispensabile dovrebbe esserci sempre (di inglese, intendo), ma potrebbe succedere di finire in Paesi dove l’inglese non lo conoscono o lo parlano peggio degli italiani. E allora via di App, sorrisi e un po’ di inventiva. Ottimo il consiglio di informarsi prima sui gesti: conosco una persona che ha rischiato una rissa per un ok.

  3. Rated 5 out of 5

    Sono sempre più convinta che un buon inglese semplifica molte situazioni in viaggio o per lo meno è un mezzo facilitatore. Personalmente quando posso cerco di viaggiare e di alloggiare in luoghi che abbiano poca affluenza di turisti italiani, proprio per non avere altra alternativa che spiegarmi in inglese o cercare di capire/farmi capire a gesti/disegni 😁

  4. Penso che nella quotidianità si riesca a sopravvivere. Io mi preoccupo un po’ per le emergenze. personalmente parlo pochissimo inglese, ma per fortuna mio marito lo parla benissimo.

  5. Per mia fortuna al momento sono sempre riuscita a cavarmela, il mio inglese è scolastico ma avendolo studiato parecchi anni qualche reminescenza è rimasta. Il francese è molto molto più base ma a forza di fare viaggi in Francia riesco a capire abbastanza e spiegarmi almeno sulle cose base. L’importante è non farsi scoraggiare da una lingua diversa, privandosi così di alcune esperienze.

  6. Penso che il minimo indispensabile per viaggiare sia conoscere l’inglese di base. Poi va benissimo l’APP perché si sa tra slang e lingua parlata l’inglese è complicato anche per chi lo ha studiato a livello scolastico

  7. Rated 5 out of 5

    Mi è venuto da ridere leggendo! Io sarei quella perfettina che pensa alla frase in perfetto British English prima di parlare. Mio marito invece sa 3 parole di numero, sbaglia i verbi ma si fa capire da tutti! Lo ricordo sempre a San Francisco quando si è fatto una chiacchierata di mezz’ora con un tassista!!!

  8. Ottimi consigli e dritte interessanti. Il mio inglese è un po’ arrugginito visto che gli ultimi anni ho girato solo in Italia, ma quest anno riprenderò anche con qualche viaggio all estero e sicuramente le app potranno darmi un aiuto sia per capire meglio sul momento che per riprendere confidenza con la lingua.

  9. Google translate è davvero una salvezza se ci si trova in difficoltà, utile non solo con l’inglese ma per tutte le lingue. Anche io prima di partire scarico una serie di frasi “in lingua” e le ho sempre trovate utili in viaggio 🙂.

  10. Non avevo mai pensato ai gesti! Fortunatamente parlo l’inglese e sto cercando di sensibilizzare i miei figli a impararlo. È diventata la lingua ufficiale nel mondo! Perfino i libretti delle istruzioni sono tutti in inglese

  11. E’ un mio cruccio, non so l’inglese, se non a livello base scolastico, quindi sono sempre remore ad andare all’estero da sola… per fortuna mio marito sa l’inglese!

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