Tempio_C_di_Selinunte_-_Perseo_e_Medusa_-_Sec._VI_a.C._

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Perseo e Medusa, storia di un mito

Nella leggenda di Perseo e di Medusa gli antichi hanno voluto personificare la lotta misteriosa del sole contro il demone delle nubi tempestose.

Perseo è l’eroe dei miti e delle leggende d’Argo. In tenera età sconfisse e uccise Medusa, regnando su Micene e prima della sua morte fu trasformato in costellazione. Sua madre era Dànae, che lo aveva generato da Giove. Acrisio, re d’Argo, padre di Dànae, temendo che s’avverasse la predizione di un oracolo che lo minacciava di morte da parte di un nipote, fece rinchiudere Dànae e il fanciullo in una cassa che fu gettata in mare. Ma dopo aver galleggiato e vagato molto tempo, la cassa si arenò sulla riva dell’isola di Serifo.

Arrivo all’isola di Serifo da re Polidette

Perseo e Medusa, storia di un mito e costellazione
Arrivo della cassa sull’isola di Serifo

Il re Polidette la fece aprire, e con grande stupore vide che conteneva una donna e un fanciullo. Il piccolo Pèrseo fu educato come un principe a cura del re pietoso, il quale però, con l’andar del tempo, si invaghì della bellissima Dànae e desiderò sbarazzarsi del ragazzo che sentiva un ostacolo alla sua unione con la madre. Stabilì di allontanarlo dall’isola, e alla sua sete di belle imprese fece brillare il miraggio dell’uccisione di Medusa, la più terribile delle Gòrgoni.

Le tre Gorgoni e uccisione di Medusa

Perseo e Medusa, storia di un mito e costellazione
Perseo e Medusa, storia di un mito e costellazione

Era Medusa uno spaventoso mostro dai capelli di serpi fischianti. Dalla sua bocca, irta di denti di cinghiale, uscivano urla e ruggiti che gelavano il sangue. Lo sguardo vitreo e iniettato di sangue pietrificava chi la fissasse negli occhi. Con ali d’oro che battevano l’aria, simile a un uccello sinistro. Le sue mani adunche erano fredde e rigide come il mare. Questo essere spaventoso era soggetto alla morte mentre le altre due Gorgoni, Euriale e Steno, che abitavano con Medusa ai confini tra il mondo e la notte avevano vita immortale.

Intorno al loro covo era tutto un caos pauroso di rocce dalle sembianze umane, nei sassi si riconoscevano fantasmi rigidi degli sventurati che avevano guardato il volto di una delle tre Gorgoni. Perseo, pieno di entusiasmo giovanile, acconsentì all’impresa. Guidato da Mercurio e Minerva, pervenne alla dimora delle Graie o Forcidi (figlie di Forco), vergini mostruose dall’eterno aspetto di vecchiezza con il capo ricoperto di candide ciocche e la pelle macerata di grinze.

Tre doni magici

Costoro, in tre, non possedevano che un occhio e un dente: e Perseo rapì loro quegli organi preziosi e li tenne in pegno, finché le Graie, non gli ebbero indicato la via per raggiungere la spettrale scogliera delle sorelle Gorgoni. Munito di tre doni magici (un paio di sandali alati, una bisaccia e una capigliatura oscura) l’eroe giunse alla caverna dove Medusa giaceva immersa in un sonno profondo. Con Perseo penetrò la sua protettrice Minerva, che gli porgeva come specchio, lo sguardo di candido avorio. Volgendo lo sguardo dall’orrida maschera, il giovane trasse la spada e tagliò con un solo colpo la testa anguicrinita che vedeva riflessa nello scudo di Atena.

Cavallo alato Pegaso

Allora avvenne un prodigio: dal sangue rosso che usciva a fiotti dal tronco mutilato, balzò fuori con un nitrito un bellissimo cavallo bianco. Quel cavallo alato era Pegaso, che divenne di Bellerofonte. Ma l’avventura di Perseo non era terminata con l’uccisione di Minerva, di lì a poco si udirono il ringhiare delle due sorelle Gorgoni, accorse per vendicare la sorella. Quì tornarono utili all’eroe i tre doni delle Graie. Nella bisaccia chiuse il pesante capo insanguinato e livido con la capigliatura magica folta e nera; si cinse d’un tenebroso nembo che lo rese invisibile allo sguardo stesso degli dei e con i sandali alati spiccò un volo che lo portò fuori dal pericolo in pochissimo tempo.

Perseo libera Andromeda

Ma una nuova peripezia lo attendeva in Etiopia. Quì la vanitosa regina Cassiopea aveva avuto l’ardire di misurarsi in bellezza con le Nereidi. Quelle, offese, si erano appellate al dio del mare, e Nettuno, che ne condivideva lo sdegno, travagliava quella povera terra con inondazioni e burrasche. Inoltre aveva imprigionato dal verde elemento un mostro marino che faceva strage d’uomini e di greggi. Il re Cefeo, interrogato l’oracolo, aveva avuto come risposta:

Il mostro si placherà se Andromeda, tua figlia, sarà offerta, legata a uno scoglio, alla sua fame vorace.

Per salvare il suo popolo, il re accettò all’immenso sacrifico. Andromeda in lacrime fu legata allo scoglio. Subito il mostro emerse dalle onde gonfie e faceva tremare i dintorni con i suoi ruggiti. Ma Perseo stava giungendo dal cielo in quel momento sorretto dai sandali alati. Vide la bella ragazza legata allo scoglio e il mostro che emergeva dalle acque e piantò sul fianco enorme la spada fino all’elsa. Andromeda si salvò e fu data in sposa da re Cefeo all’eroico salvatore.

Potere di Medusa

La testa di Medusa conservava il suo potere raggelante anche dopo la sua morte. Lo provò Atlante, re di Mauritania, messo a morte da Perseo per la sua barbara inospitalità e trasformato in una catena di montagne che porta ancora il suo nome. Lo provò Fineo, fratello di Cefeo, che sorpreso da Perseo mentre stava perseguitando Andromeda, fu pietrificato alla vista di quel capo dalla chioma di serpenti.

Un personaggio della mitologia greca e romana che diede il nome alla costellazione Perseo (una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo ed è anche una delle 88 costellazioni moderne.

8 thoughts on “Perseo e Medusa, storia di un mito

  1. Rated 5 out of 5

    Ricordo bene leggenda, ai tempi di scuola ascoltavo la professoressa come se mi raccontasse delle fiabe!
    Mi ha fatto davvero piacere leggere l articolo, ho rivissuto dei bellissimi ricordi

  2. mi piaceva moltissimo mitologia quando andavo a scuola, peccato che adesso nelle scuole sia quasi completamente assente…… conoscevo questa leggenda……

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